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A
chi è consigliato l'uso delle racchette?
Camminare con le racchette da neve non è
altro che la prosecuzione dell'escursionismo estivo. Su percorsi facili e
sicuri è un'attività alla portata di tutti, anche dei bambini di 8-10
anni. Allacciati gli attacchi, l'avventura può avere inizio per andare
alla scoperta di un modo straordinario di vivere la montagna d'inverno. Se
ci si limita a percorsi semplici le racchette da neve
non richiedono una conoscenza tecnica particolare. Si dice che "Se
sai camminare, sai andare con le ciaspe". Non è necessario salire a
grandi quote per godere di emozioni indimenticabili.
Basta
una coltre nevosa su una strada forestale a mezza montagna per vivere la
straordinaria esperienza della natura ammantata di bianco.
Come
si indossano le racchette da neve
Generalmente le ciaspe si
differenziano in sinistra e destra dalla fibbia di chiusura che deve
sempre rimanere all'esterno. La calzatura va inserita in modo tale da che
la punta del piede si trovi sopra il puntale, quindi va fissata stringendo
la cinghia anteriore. Il tacco della scarpa deve collocarsi al centro
della racchetta e poi fissato con le cinghie posteriori.
Esistono vari tipi di racchetta, differenziate
per grandezza, materiale e costo. Vanno scelte in base alle attività e al
percorso che cui si appresta ad affrontare, alla frequenza di utilizzo e
alle dimensioni corporee rispetto a quelle dell'attrezzo.
Per facilitare la camminata si utilizzano
bastoncini, simili a quelli utilizzati nello sci, che aiutano nella spinta
e nell'equilibrio. La postura delle
gambe
Deve essere leggermente più divaricata del
solito in maniera che le racchette non si sormontino, e quindi evitare
spiacevoli cadute nella neve.
Il
passo
Un errore che potrebbe
portare all'interruzione prematura della nostra gita, è quello di partire
troppo velocemente, senza ben valutare lo sforzo: è dunque sempre una
buona regola partir piano ed economizzare ogni movimento superfluo. Nella
neve fresca, dove per forza si affonda, il passo deve essere cadenzato:
avanzamento del piede, appoggio e caricamento effettuati in sintonia con
l'azione volontaria del quadricipite, spostamento del busto sopra il piede
in appoggio.
La
progressione
Deve
essere fluida e precisa per consentire l'appoggio del piede con la dovuta
sicurezza. Il busto rimane pressoché eretto evitando eccessivi
spostamenti, in avanti e indietro, che potrebbero provocare fastidiosi
"mal di schiena".
Le braccia, leggermente aperte, servono
essenzialmente per mantenere l'equilibrio, aiutate dall'appoggio alternato
dei bastoncini.
La
salita
Spesso,soprattutto quando la neve è molto dura,
deve essere affrontata sulla massima pendenza, così da far lavorare il
rampone che si trova applicato sotto la ciaspa. Su terreni difficili con
la punta del piede e il ramponcino della racchetta si deve costruire un
piccolo gradino prima di fare il passo successivo. Il piede avanzato deve
essere ben stabile sull'appoggio prima di avanzare con la gamba che sta
dietro. La tibia, il ginocchio, e il femore devono essere in asse.
La
diagonale
A volte bisogna affrontare
delle diagonali o dei traversi per poter cambiare direzione. Se la neve è
soffice non sussistono problemi, ma con neve compattata e
dura si devono adottare le seguenti
accortezze. Molte ciaspe non hanno grip laterali e l'appoggio della
racchetta di traverso rispetto il pendio non offre una presa
sicura. Se il pendio non è molto ripido, possiamo attraversarlo
normalmente, con la racchetta da neve a monte che segue la linea di
marcia, mentre quella a valle, grazie a una torsione del
piede, sarà posizionata in modo tale che la punta della racchetta sia
rivolta il più possibile verso monte, facendo lavorare il rampone della
ciaspa. Quando il pendio diventa più sostenuto ed impegnativo,
dobbiamo mettere entrambe le punte verso monte, e con passi laterali
spostarsi verso la direzione voluta spostando prima le braccia e i
bastoni, poi le gambe e racchette da neve.
La
discesa
E'
importante affrontare la discesa con piccoli passi sulla massima pendenza,
in questo modo si fa lavorare il rampone e la punta della racchetta non
rimane imprigionata nella neve.
Se la
discesa diventa più ripida e si tende a scivolare si deve ricorrere alla
tecnica del telemark, e non a quella dello sci classico. Sempre sulla
massima pendenza, appena la racchetta comincia a scivolare, con movimento
rapido e deciso si deve abbassare molto il baricentro, ottenendo così
molta più stabilità ed equilibrio. Il movimento è determinato da un
leggero piegamento in avanti del ginocchio della gamba che avanza, mentre
il ginocchio della gamba posteriore si abbassa molto, quasi a toccare la
racchetta. Appena terminata la scivolata, con movimento rapido e deciso si
continua con il passo successivo. Le braccia, molto aperte e avanzate,
assumono un ruolo importante per il mantenimento dell'equilibrio. Il
dietro-front va eseguito con piccoli spostamenti circolari, non in un
unico passo.
A.R.T.V.A.
Importante per la
sicurezza è l'apparecchio ARVA,
utile e indispensabile in caso di valanga. Se durante un escursione un
gruppo venisse travolto, soccorritori o superstiti avranno a portata di
mano uno strumento efficace, in grado di localizzare i compagni in modo
più veloce, limitando il pericolo di morte. Inoltre l' ARVA deve essere
sempre accompagnato da SONDA e PALA, strumenti necessari per ridurre i
tempi di recupero.
Esistono due tipi fondamentali di ARVA:
analogici e digitali, con diverse caratteristiche e facilità d'uso.
Lo strumento essenziale si compone di una ricetrasmittente analogica a un
canale, con portata di circa 80 metri, commutabile o in ricezione, o in
trasmissione (ma sempre in trasmissione durante l'escursione, se non si è
in fase di ricerca), con un'antenna interna, un segnalatore acustico, ed
un attenuatore di segnale regolabile con una manopola che indichi le
distanze, man mano che ci si avvicina, in ricerca, al travolto.
I modelli più complessi, tuttora in
evoluzione tecnologica, possono essere digitali, avere particolari
software, un visualizzatore più o meno evoluto, avere più di un'antenna
per una migliore risoluzione spaziale, e permettere la captazione e
risoluzione di più segnali ricevuti in contemporanea. I prezzi, al 2009,
partono da circa 150 euro fin oltre i 400/500 per i modelli di ultima
generazione 2011.
Abbigliamento
Vanno utilizzati gli usuali
capi di vestiario per lo sci-escursionismo, cercando di vestirsi a più
strati, e provvedendo sempre ad infilare nello zaino una maglietta di
ricambio per la fine della gita.
Calzature
Ai piedi si
possono calzare scarponi o pedule di tipo estivo, più o meno pesanti a
seconda dell'impegno che l'escursione richiede. Per brevi percorsi possono
andar bene anche scarponcini più leggeri purché sufficientemente
impermeabili.
Bastoncini
Possono
essere utilizzati i normali bastoncini da sci, di misura leggermente più
lunga, ma sono preferibili quelli telescopici, con una rotella grande
(affonda meno nella neve), la cui lunghezza può essere regolata in base
alla quantità di neve (quando la neve è molto polverosa, il bastoncino
sprofonda di più).
Zaino
Non
si deve partire per un'escursione, anche se facile, senza aver controllato
che nello zaino ci sia tutto il necessario per affrontare una giornata
invernale in montagna.
Il sacco deve preferibilmente essere dotato delle
apposite allacciature che consentono di fissarlo in vita e al petto, ed
essere sufficientemente grande da contenere:
- la giacca a vento, nei momenti in cui questa
non viene usata.
- maglietta di ricambio.
- una borraccia termica per conservare bevande
calde.
- fil di ferro, cordini, nastro adesivo e
coltellino multiuso per riparare eventuali rotture delle ciaspe.
- kit di pronto-soccorso.
- cartina topografica della zona dell'escursione.
- un piccolo binocolo per osservare la fauna e la
flora.
Riassunto In
conclusione non possiamo dare per scontato che seguendo tutte le
indicazioni alla lettera sarete al sicuro da ciò che la montagna riserva;
pertanto vale sempre munirsi di
buonsenso, prudenza ed umiltà nel riconoscere i propri limiti in base
alle esperienze vissute, sia per l'escursionista esperto, ma
sopratutto per i nuovi appassionati di ciaspole.
In caso di bisogno
il numero da chiamare sarà sempre il 118
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